Il presente fascicolo continua la collana, “Personaggi e
Astronomia”, presentando le figure femminili che, tra il
2850 a.C. e la metà del 1800, si sono occupate di questa
disciplina. Quando si parla di Astronomia, come da sempre
in ogni campo del sapere per la verità, si fa riferimento
soprattutto a grandi uomini e vengono tralasciate, invece,
le grandi donne che, spesso all’ombra di importanti figure
maschili, hanno dato un rilevante contributo allo studio
scientifico in generale e astronomico in particolare. Dalla
metà del 1800 ad oggi numerose sono le donne che si sono
affermate in questo campo, conseguendo importantissimi risultati.
Il presente fascicolo continua la collana, “Personaggi e
Astronomia”, e presenta alcuni degli “Appassionati di cielo”,
che in Umbria si sono dedicati allo studio di questa disciplina.
Il presente fascicolo inizia la collana, “Personaggi e Astronomia”,
dedicata ai personaggi che, a vario titolo, risultano legati
all’Astronomia. Prima figura oggetto di studio è quella
di Monsignor Egnatio Danti, illustre cosmografo perugino,
a cui è intitolato il Planetario costruito presso l’Istituto
Tecnico Industriale Statale “A. Volta” di Piscille.
Progettato da Tolomeo (II secolo d.C.), il plinto viene
anche chiamato “Quarto di cerchio”. Viene utilizzato per
misurare ogni giorno sia l’altezza del Sole sull’orizzonte
a mezzodì che il momento in cui il Sole passa sul meridiano
locale (mezzogiorno solare).
La Meridiana è un orologio solare basato sulla posizione
dell’ombra proiettata da uno stilo (gnomone) su un piano
(quadrante) dove sono segnate le linee orarie.
Un metodo per valutare esattamente il giorno dell’equinozio
fu ideato da Ipparco di Nicea, un filosofo greco vissuto
intorno al 130 a.C. Egli fu il primo ad intuire che tutto
il sistema di riferimento delle coordinate equatoriali sulla
sfera celeste non è invariabile, ma soggetto ad un lentissimo
e secolare movimento il quale causa lo spostamento del punto
degli equinozi dando origine al fenomeno oggi chiamato precessione
degli equinozi. Ipparco costruì uno strumento (denominato
Cerchio di Ipparco) con cui riuscì a individuare con buona
precisione tale giorno.
La sfera celeste è una sfera immaginaria sulla quale sembrano
essere collocate le stelle. Vi si possono individuare:
Il Polo Nord e il Polo Sud celeste, prolungando
idealmente l’asse terrestre;
L’Equatore celeste, proiettando all’infinito il
piano dell’equatore terrestre.
L’equatore celeste interseca in due punti un altro cerchio,
l’Eclittica, che rappresenta la proiezione del moto apparente
del Sole sulla sfera celeste: è, questa, l’orbita della
Terra.