IL Planetario,
oggi, si presenta come uno strumento di
sintesi tra la sfera celeste e la rappresentazione
dei principali moti dei corpi celesti che
su di essa si spostano.
In passato questi due aspetti erano studiati
separatamente; per la sfera celeste venivano
utilizzati mappe e globi. Di questi ultimi
il piu' antico conosciuto
e' un globo in marmo
di 65 cm di diametro,
portato da Atlante sulle spalle ("Atlante
Farnese", scultura del periodo di Cesare
Augusto). Per il moto dei corpi, nel III
secolo a. C., ad Alessandria d'Egitto,
i filosofi della natura utilizzavano una
sfera costituita da anelli metallici (armillae),
ciascuno dei quali rappresentava uno dei
cerchi di riferimento per l'orientamento
celeste: equatore, orizzonte, eclittica,
meridiani e paralleli. Tale sfera armillare,
nata come espressione del sistema geocentrico,
segui' l'evoluzione
delle conoscenze dell'uomo
e venne adeguata al sistema eliocentrico,
sostenuto da Copernico. Nei musei se ne
trovano di varie dimensioni e foggia, espressione
del valore estetico relativo al periodo
di costruzione.
Un passo avanti nella realizzazione di un
planetario simile a quelli attuali
e' stato il Globo
di Gottorp (1650/1654): una sfera cava di
3,1 m di diametro,
con il cielo raffigurato all'interno
e ruotante intorno all'asse
polare; dentro questa struttura potevano
stare circa 10 persone. Con il progredire
delle conoscenze di Fisica e dello sviluppo
tecnologico, venne perfezionata anche la
costruzione dei Planetari, che divennero
sempre piu' precisi
e complessi sotto il profilo meccanico,
fino ad arrivare al 1919, anno in cui inizio',
presso la Casa Zeiss di Jena, la realizzazione
del progetto del primo planetario in senso
moderno, ideato da W. Bauersfeld e costruito
nel 1924a. Questo era costituito da uno
strumento posto al centro di una sala a
volta emisferica e contenente dei gruppi
di proiettori. Sulla superficie della volta,
dipinta in bianco o ricoperta in modo opportuno
di tela, i proiettori inviavano dei raggi
luminosi atti a rappresentare la configurazione
della sfera celeste, quale sarebbe apparsa
in un determinato luogo della Terra e in
una determinata epoca. Esso fu collocato
nel Deutsches Museum di Monaco nel 1925.
Per estensione successivamente venne denominata
Planetario anche l'intera
struttura ospitante lo strumento.
La proiezione della sfera celeste sull'interno della cupola offre allo spettatore l'illusione quasi perfetta di trovarsi sotto un cielo stellato completo, senza limitazioni per condizioni meteorologiche ed ostacoli visuali. Le eventuali innovazioni tecnologiche (vedi programmi piu' o meno complessi per computer !) non potranno soppiantare facilmente lo spettacolo offerto da questo tipo di suggestiva proiezione. Per questo, il Planetario non puo' invecchiare! Altro aspetto importante da sottolineare e' la valenza didattica di questo strumento, grazie al qual e' possibile comprendere in modo immediato l'insieme di fenomeni astronomici che, nella realta', si sviluppano nell'arco di un anno. Infine e' fondamentale mettere in evidenza il ruolo che tale strumento rivestira' in futuro quale "museo del cielo stellato", visto il rapido progredire dell'inquinamento luminoso.


























